La rivoluzione digitale nella gestione del condominio
La gestione condominiale sta vivendo una profonda trasformazione, spinta dall’integrazione di tecnologie digitali come Internet, firma elettronica, posta elettronica certificata (PEC) e intelligenza artificiale. Questi strumenti, ormai essenziali, semplificano e rendono più efficiente l’amministrazione condominiale, offrendo vantaggi concreti sia agli amministratori che ai condomini.
Tuttavia, la sfida attuale non è tanto l’adozione degli strumenti digitali quanto la diffusione capillare delle competenze digitali tra tutti i soggetti coinvolti, in particolare i condomini. La formazione digitale, quindi, diventa una priorità per colmare il divario tecnologico.
Connessione Internet: cresce l’accesso, ma restano le disuguaglianze
Secondo i dati ISTAT del 2024, l’86,2% delle famiglie italiane dispone di una connessione Internet, con un incremento del 2,5% rispetto al 2023. Il dato cresce al 93,4% tra le famiglie con membri di età compresa tra 16 e 74 anni, ma crolla al 60,6% nelle famiglie composte solo da anziani.
Il digital divide geografico resta evidente: il Mezzogiorno è in ritardo di 4,8 punti rispetto al Centro-Nord. Le regioni più digitalizzate sono Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige; fanalino di coda Sicilia, Molise e Basilicata.
Anche il livello di istruzione incide significativamente: la connessione è presente nel 98,3% delle famiglie con almeno un laureato, nel 94,4% con diploma superiore e solo nel 65,3% con licenza media.
Chi usa davvero Internet in Italia
L’81,9% della popolazione sopra i 6 anni ha utilizzato Internet negli ultimi tre mesi. L’uso è massiccio tra gli 11 e i 54 anni (oltre il 93%), ma cala drasticamente nella fascia 65-74 anni (68,1%) e oltre i 75 anni (31,4%). Nonostante ciò, si registra una crescita significativa proprio tra gli anziani: +7,6 punti per i 65-74enni e +6,7 per gli over 75.
Permangono differenze di genere: usa Internet l’84,5% degli uomini e il 79,5% delle donne. Il divario è inesistente sotto i 59 anni, ma aumenta con l’età, raggiungendo i 12 punti tra gli over 75.
Le attività digitali più diffuse sono: chat (73,4%), chiamate via web (66%), email (62%) e video in streaming (57,4%). Cresce anche la fruizione di servizi digitali bancari, sanitari e informativi.
Assemblee condominiali digitali: un’opportunità ancora poco sfruttata
La riforma dell’art. 66 delle disposizioni di attuazione del codice civile ha introdotto la possibilità di svolgere assemblee condominiali in videoconferenza, soprattutto durante l’emergenza sanitaria, ma il cambiamento incontra ancora resistenze.
Le principali difficoltà:
- Resistenza culturale al cambiamento e preferenza per lo status quo.
- Basso livello di alfabetizzazione digitale in alcune fasce della popolazione.
- Timori legali sulla validità delle delibere adottate online.
L’assemblea in presenza resta un punto fermo, soprattutto per la semplicità di gestione e l’immediatezza dell’identificazione dei partecipanti. Tuttavia, i software di gestione condominiale oggi permettono la digitalizzazione delle convocazioni, rilevazione delle presenze, verbalizzazione e invio documentale via PEC.
La visione integrata analogico e digitale devono convivere
La normativa, modificata nel terzo e sesto comma dell’art. 66, prevede la videoconferenza come alternativa alla riunione in presenza, ma non ne incentiva l’utilizzo in modalità mista. Una scelta che limita la partecipazione di chi, per motivi personali o professionali, non può essere fisicamente presente ma è pienamente in grado di partecipare da remoto.
Promuovere una gestione condominiale più inclusiva richiede quindi un approccio ibrido: digitale e analogico insieme, per non lasciare indietro nessuno.
L’identificazione dei partecipanti
Uno dei nodi critici delle assemblee online è l’identificazione sicura dei partecipanti. La semplice visualizzazione video non è sufficiente a garantire l’identità dell’utente.
Il Codice dell’Amministrazione Digitale definisce l’identità digitale come la corrispondenza tra utente e attributi identificativi, mentre il regolamento eIDAS (UE 910/2014) stabilisce criteri chiari per l’autenticazione elettronica sicura.
In questo contesto, strumenti come SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) e la Carta d’Identità Elettronica (CIE) si rivelano fondamentali per garantire l’affidabilità dell’identificazione. L’utilizzo di credenziali temporaneeinviate via canali certificati rappresenta un ulteriore strumento per tutelare la privacy e la sicurezza degli utenti.
Conclusione: verso un condominio digitale inclusivo
La transizione digitale nella gestione condominiale non è più un’ipotesi futura, ma una necessità presente. L’adozione di strumenti tecnologici può aumentare trasparenza, partecipazione e sicurezza, ma è fondamentale accompagnare il cambiamento con formazione, inclusione e strumenti normativi aggiornati.
Un condominio davvero moderno è quello che sa coniugare innovazione e accessibilità, permettendo a tutti di partecipare attivamente alla vita condominiale, sia in presenza che online.

